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IL SIMBOLO DI RIO

Nonostante il minaccioso cartello che avverte “nessunissima visibilità” decidiamo di salire sul cucuzzolo che ospita la statua del Cristo, simbolo di Rio. La cosa divertente è che saliamo con un fiammante trenino appena cambiato e promosso in ogni dove come un gioiello della tecnologia più moderna, e quando questo si rompe (e te pareva) scendiamo un po’ camminando con tre polacche fiduciose nella stazza di Davide per sventare eventuali rapine immaginarie, e un po’ con mezzi di fortuna. Comunque, la visibilità non sarà quella delle riviste di viaggio ma ci è sembrata interessante lo stesso, o no?! Decidiamo che la vista è quello che fa l’esperienza perché la statua in sè non è tra le più belle o le più grandi mai viste (vedi Cochabamba in Bolivia) anche se buona parte del divertimento sta nell’osservare le peripezie dei turisti per riuscire a fotografarsi col Cristo. Gente che si sdraia completamente in mezzo alla folla, che lancia i bambini in aria, che sale sugli scorrimano sul vuoto inseguiti dalla security isterica. Tirando le somme bello, ma non bellissimo. Nel 2007 oltre 100 milioni di persone l’hanno eletta tra le nuove sette meraviglie del mondo, insieme a Machu Picchu, Colosseo, Grande Muraglia, Chichén Itzá, Taj Mahal e Petra. Precisiamo il nostro disaccordo. Sopratutto considerato che tra le finaliste escluse c’erano l’Acropoli di Atene, Angkor, l’Alhambra e le Piramidi!

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