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HUARAZ

Il nostro benvenuto a Huaraz profumava di pane. Sulla strada tra il terminal e l’ostello abbiamo seguito il profumo che si sprigionava da una panetteria casalinga e, seguendo il consiglio dei locals, abbiamo comprato del pane fresco, appena tolto dal forno. E mentre era ancora caldo ce ne siamo mangiati un paio.
Da questa città circondata da montagne alte e altissime partono diversi trekking, quasi tutti all’interno del parco Huascaran, ben 300 km di montagne un più bella dell’altra. Talmente belle che la Paramount ha scelto una di queste cime per il suo conosciutissimo logo. Le agenzie possono offrire camminate da 1 fino a 14 giorni, tutto incluso, gli unici requisiti necessari sono gambe allenate e tanto fiato. E oltre ai trekking bungee jumping dai ponti, ice climbing, passeggiate a cavallo e canyoning (ma senza tuffi alti, quindi per noi è un grande NO, nonostante gli impro-insegnamenti).
Il sole dei 3.000 m fa sentire tutto il suo calore durante il giorno, tanto che giriamo sempre con la crema solare in tasca, ma la sera, quando tramonta in modo spettacolare, fa freddo e bisogna coprirsi per bene.
Un punto a suo sfavore è che nonostante il traffico sia praticamente inesistente, anche qui, come nel resto del Perù, i clacson iniziano a suonare con il cantare dei galli. Spesso senza motivo.
I nostri 3 giorni a Huaraz sono più di passaggio per un nuovo progetto di cui vi parleremo più avanti, ma anche qui non siamo stati fermi.

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